La rilevanza dei numeri reali

Roberto Padrin e Mauro Crivellato che, in occasione dell’evento, ha portato il suo gusto Sbatudin, con Passito veneto, dedicato a questa Regione, terra di gelatieri, e al suo rilancio. Roberto Padrin e Mauro Crivellato che, in occasione dell’evento, ha portato il suo gusto Sbatudin, con Passito veneto, dedicato a questa Regione, terra di gelatieri, e al suo rilancio.

Fanno notizia tra artigiani, imprenditori e addetti i risultati dell’approfondito Studio della CGIA – Mestre sul comparto del gelato artigianale richiesto da Longarone Fiere e MIG – Mostra Internazionale del Gelato Artigianale, ecco perché è importante conoscerli 

 

Un’iniziativa di ampio respiro quella portata avanti da Longarone Fiere e MIG – Mostra Internazionale del Gelato Artigianale che indaga nel comparto in cui opera da 60 anni per capire meglio dinamiche, cambiamenti e tendenze future, così da imprimere una svolta di rilancio e fornire nuovi motivi di attrazione agli operatori. Prima di entrare nel merito di una sintesi degli elementi clou della ricerca, ecco i pareri espressi all’apertura dalle tre figure-chiave che hanno creduto in questo progetto, e preso parte alla conferenza stampa di presentazione.                         

Per Roberto Padrinsindaco di Longarone e Presidente della Provincia di Belluno, “questo studio è molto importante, perché ci permette di mettere dei numeri per capire qual è il peso del gelato artigianale che rappresenta un elemento forte del made in Italy, e per noi del made in Belluno”. Gian Angelo Bellati, presidente di Longarone Fiere Dolomiti, ritiene che “lo studio consente di monitorare la situazione, ma anche delineare le linee guida delle strategie future fondamentali per una fiera come la nostra, settore che al pari di tante aziende è stato molto toccato dalle conseguenze prodotte dalla crisi dovuta alla pandemia”. Paolo Garna, collaboratore della MIG e gìà direttore di Longarone Fiere, ha tenuto a sottolineare come “il gelato artigianale non ha  una normativa specifica e non ha un codice Ateco, pertanto questa analisi diventa ancora di più preziosa”. Oltre a ciò auspica quanto “sarebbe interessante e opportuno ritrovarci tra un anno per verificare l'impatto del covid-19 sul settore proprio a partire dai dati che sono emersi”.

Risulta inoltre significativo oltreché apprezzabile che questo studio, primo del suo genere in Italia, sia stato realizzato in Veneto, terra di gelatieri e territorio da cui da metà '800 sono partiti i pionieri cadorini e zoldani, a cui va ascritto il merito di aver intrapreso, sviluppato, diffuso e fatto conoscere questa attività nelle principali città del nord e centro Italia, nei Paesi del centro Europa e anche oltre Oceano.

Il perché delle cose e dei dati

Da tempo Fiera di Longarone e MIG hanno evidenziato l’esigenza di disporre di dati ufficiali e attendibili sul comparto. Già nel 2011, nell’ambito della Mostra Internazionale del Gelato Artigianale, era stata indetta una tavola rotonda per approfondire la tematica, che rilevò come la principale difficoltà per inquadrare il settore fosse la circostanza che le gelaterie non hanno classificazione specifica, ma vengono identificate con un codice ATECO che condividono con le pasticcerie. Nell’affrontare la ricerca gli esperti del centro studi della CGIA di Mestre hanno fin da subito rilevato lo scoglio, ma, grazie alle loro competenze, sono riusciti a raggiungere il risultato analizzando e incrociando diversi ulteriori dati disponibili, come gli studi di settore ed altre banche dati di Inps e Istat. Il quadro che emerge è interessante ed esaustivo, in quanto offre una panoramica del comparto del gelato artigianale con vendita diretta al pubblico che comprende, oltre alle classiche gelaterie, altri esercizi con diverso core business, come i bar gelateria e le pasticcerie, dove il gelato concorre comunque alla determinazione dei ricavi. Sono state, inoltre, tenute in considerazione le attività di gelateria ambulante e le aziende di produzione di gelato senza vendita diretta, che pur residuali come numero, hanno una tradizione e un peso economico ed occupazionale ben preciso. 

Per rendere maggiormente comprensibile il tutto e cogliere le dinamiche dell’intero comparto (gelaterie e pasticcerie), CGIA ha proposto uno studio suddiviso in due partiuna con i dati ufficiali rilevati dal Registro Imprese, l’altra alla stima dello specifico settore del gelato artigianale come bene prodotto e venduto direttamente al pubblico.

In sintesi i dati salienti

Utilizzando i soli dati di fonte camerale, senza preoccuparsi della presenza nel medesimo codice ATECO delle pasticcerie, è possibile cogliere tendenze di fondo:

1- Nell’ultimo decennio si è assistito a una leggera crescita del numero di localizzazioni, mentre le sedi di impresa negli ultimi anni fanno registrare una lieve flessione, accentuata per le imprese artigiane.

2 - L’incidenza delle imprese femminili e giovanili tende a diminuire, anche se la loro presenza è superiore a quella media che si rileva nella totalità delle attività economiche.

3 - Le imprese condotte da stranieri tendono ad aumentare, ma la loro incidenza è inferiore a quella che si registra rispetto a totale dei settori economici.

Utilizzando i dati degli Studi di Settore è possibile stimare le dimensioni del Comparto del Gelato Artigianale con vendita diretta al pubblico in 15.589 sedi di imprese attive, delle quali:

v  circa 7.000 imprese in cui la produzione e vendita di gelati di propria produzione rappresenta il core business

v  oltre 3.000 bar gelateria in cui il gelato costituisce una rilevante componente del volume d’affari (metà)

v  circa 5.500 pasticcerie che integrano la loro attività con la produzione e vendita di gelato di propria produzione

v  Gli addetti interessati dalle attività in cui è presente la produzione e vendita diretta di gelato artigianale sono circa 62mila; si considerano non solo coloro i quali operano nelle gelaterie pure, ma anche chi opera nei bar gelateria o nelle pasticcerie con vendita di gelato di propria produzione

v  Se si vuole esprimere la forza lavoro sostenuta dal settore in termini di ULA (unità di lavoro standard), si può stimare che i ricavi dalla vendita di gelato artigianale sono in grado di sostenere circa 30mila unità di lavoro

v  In Italia secondo l’ISTAT ogni famiglia spende annualmente oltre 70 euro in gelato

v  la spesa annua di gelato delle famiglie italiane è pari a 1.862 milioni di euro; se a questa cifra si aggiunge il consumo dei turisti si arriva a sfiorare i 2 miliardi di euro (1.964 milioni di euro).

v  Il consumo di gelato artigianale rappresenta il 52% del fabbisogno nazionale

v  La produzione di gelati in Italia è pari a 2.085 milioni di euro di cui 1.063 deriva dal settore industriale e 1.022 dal settore artigianale

v  La produzione e vendita di gelato artigianale è un settore importante della nostra economia, dando lavoro a circa 30.000 ULA con un fatturato che supera 1 miliardo di euro l’anno.

Per visionare lo studio completo scaricarlo dal sito www.miglongarone.it

 

 

Scatto finale al termine della conferenza stampa di presentazione dello Studio della CGIA – Mestre sul comparto del gelato artigianale. Erano presenti, da sinistra, Gian Angelo Bellati, presidente di Longarone Fiere, Roberto Botton, segretario della CGIA di Mestre, Mauro Crivellaro, gelatiere de L’Arte di Mauro di Mirano, Ve, Roberto Padrin, sindaco di Longarone e presidente della Provincia di Belluno, e Paolo Garna, collaboratore di Mig e già direttore di Longarone Fiere.

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