Un’eredità non solo esperienziale

Il cammino è iniziato al Sigep in gennaio, quando è stata presentata la nuova edizione ed Antonio Cappadonia e Giovanna Musumeci, direttore e condirettore del Sherbeth Festival, hanno fatto il casting dei gelatieri che desideravano partecipare al concorso Francesco Procopio de’ Coltelli. Ai primi di marzo l’Italia è andata in lockdown e tutto si è fermato. A metà giugno, però, il Festival del Gelato Artigianale di Agugliano, An, ha dato una svolta, grazie allo svolgimento in modalità virtuale, coinvolgendo moltissimi gelatieri di tutta Italia e anche dall’estero, grazie alla felice intuizione di Martino Liuzzi, organizzatore dell’evento insieme a Fabio Pollonara

 

L’idea è stata molto apprezzata dagli organizzatori di Sherbeth Davide Alamia e Piergiorgio Martorana, che vi hanno preso spunto in collaborazione con Cappadonia e Musumeci, Arnaldo Conforto, garante del concorso, e Ruben Pili, direttore di produzione. Due le parti di Sherbeth Experience 2020: la Digital Session, con dieci dirette sulla piattaforma IG di TuttoGelato, media partner da tempo della kermesse, condotte da chi scrive con altrettanti gelatieri, e il citato concorso, sotto la supervisione di direttori e responsabili con la giuria presieduta da Salvatore Cannavò, esperto tecnologo alimentare, e composta da Dario Olivier, presidente di Uniteis; Giovanni Santoro, chef stellato del Shalai di Linguaglossa, Ct; Pasquale Buffa, del Gambero Rosso; Nino Amadore, de Il Sole 24 Ore, il tutto moderato da Eliana Chiavetta. A vincere Luigi Buonansegna di Officine del Gusto di Pignola, Pz, come vi raccontiamo nell’intervista a lui dedicata su "Tutto Gelato" n. 20 (Scarica la tua copia QUI)

 

La premessa con la Digital Session

A scaldare i motori hanno provveduto le dirette IG con direttori e garanti del concorso, oltre a gelatieri partecipanti a questa e a passate edizioni, come Stefano Cecconi, Ida di Biaggio, Taila Semerano, Osvaldo Palermo, Chiara Spalluto, Vetulio Bondi e Alessandro Croce, dimostratori di Bravo, main sponsor del Festival. In questa occasione, sono emersi in modo espressivo i racconti, le speranze e gli aneddoti di quanti hanno portato contenuti, motivazioni e sentimenti. Conversazioni utili, soprattutto per le informazioni tecniche e le esperienze vissute per capire le modalità di ideazione, produzione e di invio dei gusti oggetto del concorso.

 

Nuove opportunità

“Tutto sommato è andata bene!”. Professionale, misurato, low profile come sempre, Conforto sintetizza in cinque parole il successo. È soprattutto grazie ai suoi studi e alle sue sperimentazioni che si è potuto tenere il concorso. Infatti è stato lui, titolare di Artigiani del Gusto di Sona, Vr, diretta insieme ai figli Michele e Flavio, che ha compreso la fattibilità e indicato la modalità dell’invio. Ha fornito le indicazioni giuste perché i gelati arrivassero a Palermo nelle condizioni per affrontare la gara a -11/-12°C, in contenitori termici di polistirolo, con il ghiaccio secco necessario a mantenere la temperatura corretta durante il trasporto fino a 48 ore, tenendo conto che in 24 ore il ghiaccio secco perde dal 15/20% del potere refrigerante. Così è stato: su 27 concorrenti, 24 erano in regola con le temperature e per la maggior parte i gusti erano ben fatti.
“Questo significa avere la formazione corretta per saper fare il gelato e la capacità artigianale di bilanciarlo ad hoc per superare lo scoglio dell’invio – ha affermato –. Significa poter trasportare ciò che finora era considerato intrasportabile e ai gelatieri si è aperto un mare di possibilità di ampliamento di vendita. Sapendo di potere inviare il prodotto ovunque, il numero dei potenziali clienti aumenta in modo esponenziale”.

 

Una comunità unita in evoluzione

“Una nuova avventura ricca di incognite legate alle difficoltà oggettive e al Covid, la tensione e la responsabilità di raggiungere un obiettivo complesso, che ha legato ancor di più la comunità di Sherbeth in un lavoro di squadra emozionante”. Ecco come esordisce Cappadonia, direttore tecnico del Festival fin dalla sua nascita. E tutto ciò salvaguardandone i valori i fondati su artigianalità, qualità degli ingredienti, trasparenza delle lavorazioni, collaborazione e regole di distanziamento sociale. “Da segnalare – continua – da un lato la qualità tecnica della giuria e dall’altro la crescita qualitativa dei gusti in lizza, fattori che hanno portato ad un’ottimale convergenza di giudizio”. Positiva anche la scelta di suddividere in due momenti la valutazione: la degustazione oggettiva in forma anonima su gusto e struttura, quindi lo storytelling in video-conferenza su ispirazione, scelta degli ingredienti e processi produttivi.

 

Essere creativi, reinventarsi per superarsi

“La bellezza delle persone che hanno saputo realizzare questo obiettivo, la loro energia creativa, la capacità di reinventarsi e realizzare quanto ritenevano nelle loro possibilità: sono questo i fattori che hanno fatto sì che questa edizione da virtuale diventasse reale. È stata questa lucidità mentale di tutto il team – spiega Pili – insieme all’esperienza tecnica di Conforto, che hanno fatto la differenza. Non posso non ricordare che, se tutto si è fermato a livello di eventi live, questo festival si è invece realizzato: niente e nessuno ha fermato questa forza creativa rispecchiata anche dall’alto livello dei concorrenti”.

 

Nuova linfa alla creatività

Porta nuovi elementi di valutazione Musumeci, due in particolare: la credibilità e l’autorevolezza del team del Festival che, pur staccato dalla sua “ritualità”, ritrova una concretezza e una capacità evolutiva inaspettata, e poi la spinta per molti, specie giovani gelatieri, al nuovo. Questo in termini di approccio alle tecnologie digitali e alla possibilità di vedere il gelato come un bene trasportabile a oltranza, studiando bene tecniche, materiali e opportunità di spedizione per farle divenire disponibili per tutti. Musumeci ha fatto notare l’aspetto dei costi di invio del gelato – previo opportuno  bilanciamento, con contenitore termico e ghiaccio secco –, che dalla propria sede alla sede del concorso si collocava in un range dai 40 ai 100 euro. Si tratta di un'operazione ancora costosa, ma nei casi in cui valga la pena non solo a livello di guadagno, ma anche di immagine e si inizi ad utilizzarla, tempi e costi possono via via ridursi.

 

Modalità innovative, prospettive di futuro

“Ho avuto l’onore di presiedere la commissione giudicatrice del concorso. Se innovativo – fa rilevare Cannavò – è stato il modo di organizzare l’evento, altrettanto innovative per Sherbeth sono state le modalità da seguire richieste alla commissione giudicatrice. L’ordine di presentazione dei 24 gelati è stato dato per sorteggio, il giudizio da esprimere era in relazione a gusto e struttura, e nulla sapevamo su quale gelato stessimo assaggiando. Regole per un concorso diverso dal solito che, mi auguro, possano essere utilizzate anche nelle prossime edizioni. Dico questo perché, fermo restando l’elevato numero degli assaggi in così poco tempo, a mio parere e per esperienza acquisita, il non conoscere il gusto del prodotto ti porta ad effettuare un assaggio più accurato, riducendo la soggettività che crea condizionamenti, e ponendo più attenzione nella ricerca delle sfumature. Un concorso che dimostra che può esserci un importante momento di incontro anche senza incontrarci fisicamente e che fa ben sperare nel futuro, quali che siano gli scenari a venire”.

 

Il valore della comunità

“Ho percepito più forte che mai quest’anno il desiderio di partecipazione, la forza e il valore della comunità dei gelatieri di Sherbeth – fa rilevare Alamia, organizzatore con Martorana quest’anno attraverso Ad Meridiem. “Un gruppo motivato, coeso nel consultarsi e nel condividere le esperienze per arrivare all’obiettivo, e consapevole di farne la storia, contribuendo ognuno con il suo know how all’evoluzione della manifestazione. In quest’ottica tengo a segnalare un nuovo evento, Sicily Gelato Summit, che si lega a doppio filo con la filosofia di Sherbeth in un’etica di sostenibilità e promozione del territorio, per far conoscere ai gelatieri i produttori di eccellenze siciliane e contribuire alla diffusione dei loro prodotti nel resto d’Italia e nel mondo. L'obiettivo è costruire un dialogo, con l'auspicio di creare un ponte e dar vita a nuove sinergie in un periodo complicato come questo”.

 

Emanuela Balestrino

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